OnlyFans, critiche di I Have a Voice

Da Tematiche di genere.
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Recentemente, ho letto un articolo che ha attirato la mia attenzione riguardo al fenomeno di OnlyFans, una piattaforma online notoriamente usata per la condivisione di contenuti di natura erotica.

L'immagine veicolata dalla piattaforma, attraverso i media e le sue campagne pubblicitarie, è quella di un luogo dove ogni creator può liberamente guadagnare somme ingenti grazie alla propria creatività e al proprio fascino. Tuttavia, i dati mostrano una realtà molto diversa. Gran parte delle donne che si affidano a OnlyFans non stanno raggiungendo la ricchezza promessa, ma piuttosto cercano un modo per arrivare a fine mese. È importante sottolineare come la retorica della 'libertà' e dell''emancipazione' venga spesso utilizzata per mascherare sfruttamento e disparità.

L'autrice sottolinea infatti una disuguaglianza percettibile nella distribuzione dei guadagni tra chi gestisce la piattaforma e chi fornisce i contenuti.

  • Il proprietario della piattaforma, Leonid Radvinsky, nel 2022 ha guadagnato ben 358 milioni di dollari tra stipendi, dividendi e altri introiti.
  • Il sito ha raccolto ricavi per oltre 1 miliardo di dollari in pochi anni dalla sua nascita.
  • OnlyFans impiega 51 dipendenti, la maggioranza dei quali uomini, con uno stipendio medio di circa 500mila dollari all'anno.
  • In contrasto, la media dei guadagni dei "creators", per lo più donne, è di soli 150 euro al mese.

Guardando la foto della donna accanto a Leonid Radvinsky, viene spontaneo domandarsi quale sia il prezzo reale che queste donne pagano per la loro 'libertà'. La chirurgia estetica, le diete estreme e la pressione costante per conformarsi a un ideale di bellezza irrealistico sono solo la punta dell'iceberg.

La questione non riguarda solo l'economia. Riguarda l'umanità. Come può una società avanzata e progressista accettare una tale oggettivazione delle donne? Siamo davvero disposti a sacrificare la dignità di un individuo per il puro piacere o profitto di un altro?

Inoltre, è angosciante pensare che molte di queste donne si avvicinino a OnlyFans perché vedono poche altre opzioni nella loro vita. Queste sono spesso donne che vengono da contesti svantaggiati, con una formazione limitata o senza il sostegno di una rete familiare. La vulnerabilità di queste donne le rende preda facile per una piattaforma che promette facili guadagni, ma che in realtà potrebbe esporle a ulteriori rischi e sfruttamento.

In conclusione, l'articolo getta una luce cruda sulla realtà dietro OnlyFans, sottolineando le dinamiche di potere e sfruttamento che si celano dietro l'immagine patinata della piattaforma. È essenziale riflettere criticamente su queste questioni e chiedersi come possiamo fare meglio come società.

Critiche ai toni e ad alcune tesi dell'articolo

Tuttavia mentre l'autrice ha sicuramente sollevato questioni valide riguardo alla disuguaglianza e all'oggettificazione, è importante notare che il linguaggio utilizzato è piuttosto polarizzante. Termini come "carne al macello" e "magnaccio" possono offuscare la discussione anziché illuminarla. Inoltre è fondamentale ricordare che le donne (come tutti gli individui) hanno l'"agenzia"[1] e la capacità di fare scelte per se stesse. Ridurre le scelte di una donna a semplici prodotti dell'inganno o della manipolazione può, in effetti, essere controproducente. La discussione dovrebbe, invece, concentrarsi su come fornire informazioni, risorse e supporto per garantire che le scelte siano informate e autonome, piuttosto che giudicare o generalizzare. Non tutte le esperienze su OnlyFans sono negative e generalizzare potrebbe essere ingannevole. La discussione dovrebbe incentrarsi sull'informazione e sul sostegno, evitando termini che potrebbero escludere o marginalizzare.

L'articolo integrale

Chi si arricchisce davvero con OnlyF*ns?

No, non sono le donne, ma lui, un uomo: Leonid Radvinsky.

Nel 2022, il proprietario 41enne della piattaforma ha guadagnato 358 milioni di dollari tra dividendi, stipendio e altro.

I ricavi totali del sito, in pochi anni dalla nascita, hanno superato il miliardo di dollari.

I pochi dipendenti - solo 51 e per la maggioranza maschi - si dividono retribuzioni per un totale di circa 25 milioni di dollari, ossia un salario annuale di 500mila dollari a testa.

Quanto guadagnano i “creators”? Ossia per la maggioranza donne, vendute come carne al macello? In media 150 euro al mese, ben lontane dalle cifre da capogiro che sono pubblicizzate nei mille articoli fatti solo per attirare povere disperate che cercano di racimolare qualche soldo.

Anche quelle (pochissime) che dicono di guadagnare di più, sono comunque ben lontane dalle cifre esorbitanti che guadagna il magnaccio, perché di questo si tratta: un uomo che guadagna sullo sfruttamento delle donne.

A fianco a lui, nella foto, c’è una delle tantissime donne che si vendono su OF.

Guardatela bene: praticamente plastica, con un volto ormai sfigurato dalla chirurgia, magrissima, sicuramente a dieta ristrettissima perenne, oggettificata e s*ssualizzata al massimo.

Credete davvero che questa donna sia libera, indipendente, emancipata?

O è solo schiava di un inganno che la rende un oggetto di consumo per gli uomini, per cui finché sarà giovane verrà usata, e poi gettata, poiché priva di qualsiasi “valore di mercato”.

Quel che è peggio, è che questa donna non fa male solo a sé stessa, ma di riflesso anche a tutte le altre donne, perché con questi comportamenti non si fa altro che reiterare l’immaginario che le donne siano oggetti s*ssuali a disposizione degli uomini, privandole di qualsiasi dignità umana.

Non solo, la stragrande maggioranza dei casi in cui le donne cadono in questa trappola, si tratta di donne con bassa istruzione, magari senza una famiglia solida alle spalle, prive di alternative e/o molto giovani e quindi senza esperienza e facilmente influenzabili. Insomma, OF è un tritacarne per donne vulnerabili, al servizio di uomini privi di moralità, che vogliono sfruttare le donne o per il proprio tornaconto economico, o per soddisfare le proprie perversioni.

Care donne, aprite gli occhi: non cadete in questa trappola e combattete tutto questo!

Ragioniamo assieme

La narrazione secondo la quale è facile arricchirsi con OnlyFans (narrative seduttive) è chiaramente messa in discussione dai dati forniti, che mostrano un ampio divario tra i guadagni del proprietario della piattaforma e la media dei guadagni dei creators. Tuttavia, quando ci si avventura nella critica che le creators siano sfruttate, la situazione diventa più sfumata e richiede una maggiore riflessione. I dati su OnlyFans offrono una visione interessante ma necessitano di un'analisi attenta per prevenire giudizi affrettati e di comodo. Cerchiamo un quadro completo!

Dinamiche di Domanda e Offerta: I forti guadagni degli intermediari, come quelli del proprietario di OnlyFans, sono in realtà comuni in molte industrie. Nelle dinamiche di mercato, gli intermediari che offrono una piattaforma o un servizio possono guadagnare somme significative. Questo modello non è esclusivo di OnlyFans o delle tematiche di genere. È un fenomeno osservato in molte piattaforme online, dai marketplace alle piattaforme di streaming.

Economie di Scala: Quando una piattaforma raggiunge una certa dimensione, può operare in modo più efficiente, guadagnando più dai suoi utenti senza dover aumentare proporzionalmente i propri costi. Questo è un principio di base delle economie di scala. Pertanto, mentre OnlyFans potrebbe guadagnare molto, ciò non indica necessariamente uno sfruttamento diretto dei creators.

Variabilità dei Guadagni: Dire che la maggior parte delle creators guadagna in media 145€ al mese può essere fuorviante. Questo dato non riflette la variabilità dei guadagni. Ci potrebbero essere creators che guadagnano molto più di questa cifra, mentre altri potrebbero guadagnare molto meno. Senza una distribuzione dei guadagni, è difficile determinare quanto sia generalizzabile questa media.

Narrativa Vs. Realtà: I dati evidenziano una chiara discrepanza tra la narrativa pubblicitaria di OnlyFans e la realtà dei guadagni per la maggior parte dei creators. Tuttavia, questo non dimostra necessariamente uno sfruttamento, ma piuttosto una mancanza di trasparenza nella presentazione delle potenzialità di guadagno.

Definizione di Sfruttamento: Sostenere che le creators siano sfruttate richiederebbe una definizione chiara di cosa si intende per sfruttamento in questo contesto. Mentre la discrepanza nei guadagni tra il proprietario e le creators è evidente, ciò non basta da solo per costituire uno sfruttamento.

In conclusione, mentre i dati mostrano chiaramente un divario tra i guadagni del proprietario e dei creators, la questione dello sfruttamento è più complessa e necessita di una riflessione più approfondita sulle dinamiche del mercato, sulla struttura dei guadagni e sulla relazione tra piattaforma e creators.

La Manipolazione Mediatica

Nel contesto di OnlyFans, articoli e reportage che mostrano creatori che guadagnano cifre straordinarie senza evidenziare la realtà della maggioranza degli utenti creano una narrativa distorta. Mentre questi racconti di successo possono essere veri per una minoranza, non rappresentano l'esperienza della maggior parte dei creatori.

La manipolazione mediatica per influenzare decisioni e comportamenti non è certamente un fenomeno nuovo e non è esclusivo di OnlyFans. Rientra nelle tecniche di marketing e può essere osservata in vari contesti attraverso la storia dei mass media.

  1. Pubblicità e moda: Dagli anni '50 in poi, le riviste di moda hanno spesso proiettato immagini di donne magrissime come l'ideale di bellezza, influenzando molte donne a perseguire questi standard spesso irrealistici, portando talvolta a disturbi alimentari e problemi di autostima.
  2. Film e televisione: In molte industrie dell'intrattenimento, storie di successo overnight sono state spesso pubblicizzate per attirare aspiranti artisti nelle città come Hollywood. Questi racconti omettono spesso le lotte, i rifiuti e i sacrifici che la maggior parte degli artisti deve affrontare.
  3. Social media: Con l'avvento dei social media, influencer e celebrità spesso mostrano una versione filtrata e curata della loro vita, creando l'illusione di un successo e di una felicità ininterrotti. Ciò ha spesso portato le persone a sentirsi inadeguate o a inseguire un ideale illusorio.

Il potere e l'influenza dei mass media oggi, combinati con l'accessibilità delle piattaforme come OnlyFans, rendono queste tattiche particolarmente efficaci. Per questo, è essenziale un'educazione mediatica efficace e l'encouragement di un pensiero critico per aiutare le persone a navigare in questi messaggi potenzialmente ingannevoli e a prendere decisioni informate.

Vedi anche: altre riflessioni sulla manipolazione mediatica.

Il Modello di Business degli Intermediari nelle Piattaforme Digitali

Nell'era digitale, un crescente numero di piattaforme ha adottato un modello di business basato sull'intermediazione tra produttori, o creatori di contenuti, e consumatori. Si va dalle piattaforme orientate al contenuto per adulti, come OnlyFans, a quelle focalizzate su settori come il viaggio, l'intrattenimento e i servizi freelance. Booking.com e Expedia, ad esempio, fungono da intermediari tra alberghi e viaggiatori, incassando commissioni su ogni prenotazione.

Questa tendenza si riflette anche in piattaforme come Patreon, Substack, Twitch e YouTube Premium, che operano su modelli di business simili. Anche se i contenuti e i servizi offerti possono variare, la dinamica fondamentale rimane invariata: gli intermediari traggono profitto mettendo in contatto creatori e consumatori. E del resto tutte le piattaforme che fanno incontrare domanda e offerta di qualunque tipo, sottostanno alle stesse dinamiche. Basta pensare ad Ebay o alle piattaforme di pubblicità. Loro guadagnano una commissione su ogni vendita.

In conclusione, la dinamica di guadagno degli intermediari non è un fenomeno isolato o legato esclusivamente al tipo di contenuto. Rappresenta piuttosto una manifestazione del modello di business oggi predominante. Di conseguenza, è essenziale per i creatori avere una comprensione chiara delle dinamiche economiche.

Domanda e Offerta: in questi modelli di business è evidente come la domanda dei consumatori e l'offerta dei creatori determinino in larga misura i guadagni degli intermediari. Quando la domanda per un particolare tipo di contenuto o servizio è alta, ciò può aumentare i guadagni sia per i creatori che per gli intermediari. Tuttavia, una maggiore concorrenza tra i creatori potrebbe ridurre i guadagni individuali. Al contrario una concorrenza tra i business alternativi a OnlyFans tendono normalmente ad aumentare i profitti dei creators. Queste sono considerazioni base di economia, valide in qualsiasi ambito. Altri concetti vicini a questi temi sono le barriere all'ingresso, la diversificazione dei prodotti, la fidelizzazione dei clienti, ecc[2].

Le Economie di Scala e il Potere degli Intermediari: Cosa sono le Economie di Scala? Immaginiamo una situazione estrema in cui una ragazza decide di mostrarsi nuda ad un singolo fruitore in cambio di una somma di denaro. Qui, il tempo e l'effort investito dalla ragazza per guadagnare quella specifica somma sono piuttosto alti, specialmente se consideriamo il tempo trascorso in preparazione, comunicazione e effettiva realizzazione del contenuto per un singolo individuo. Questa è una situazione in cui non ci sono economie di scala.

Ora, pensiamo a una piattaforma come OnlyFans. La stessa ragazza può caricare lo stesso contenuto una sola volta, ma può essere accessibile a migliaia, se non milioni, di fruitori. Il tempo e l'effort rimangono invariati rispetto al primo scenario, ma il guadagno potenziale aumenta esponenzialmente. Questo perché i costi associati alla produzione del contenuto (in questo caso, il tempo e l'effort) rimangono costanti, ma il guadagno potenziale aumenta con ogni nuovo fruitore.

Questa è l'essenza delle economie di scala. Nel contesto delle piattaforme digitali, la capacità di distribuire lo stesso pezzo di contenuto a un pubblico vastissimo riduce il costo 'per utente'. Man mano che la piattaforma cresce in termini di utenti e creatori, il costo operativo per ciascun utente tende a diminuire, mentre i profitti totali possono aumentare. Ecco perché le piattaforme digitali come OnlyFans possono risultare particolarmente profittevoli per i creatori di contenuti, pur prelevando una percentuale delle entrate: offrono un accesso a un pubblico vasto e in continua crescita, permettendo ai creatori di massimizzare i loro guadagni. Una piattaforma con una vasta base di utenti può anche esercitare un maggior potere negoziale.


Inoltre dire che la maggior parte delle (decine? centinaia? migliaia? milioni?) di creators guadagnano solo 145€ non ci permette di renderci conto di quale sia la "cresta" fatta su ciascuna creator. Nell'offrire un servizio.


La iper-generalizzazione è molto strumentale. Scegliere una ragazza che si è rifatta a rappresentazione di tutte le creator è piuttosto strumentale. Concordo però sul fatto che l'auto-oggettificazione sia un problema grave con un prezzo enorme (sfigurato dalla chirurgia, magrissima, sicuramente a dieta ristrettissima perenne, oggettificata e s*ssualizzata al massimo) che tuttavia non interessa solo onlyFans, bensì anche i social, le discoteche e via discorrendo. Anche la critica alla narrativa sull'emancipazione (Credete davvero che questa donna sia libera, indipendente, emancipata?) la condivido in toto.

O è solo schiava di un inganno che la rende un oggetto di consumo per gli uomini, per cui finché sarà giovane verrà usata, e poi gettata, poiché priva di qualsiasi “valore di mercato”.

Condivido anche questo punto: "Quel che è peggio, è che questa donna non fa male solo a sé stessa, ma di riflesso anche a tutte le altre donne, perché con questi comportamenti non si fa altro che reiterare l’immaginario che le donne siano oggetti s*ssuali a disposizione degli uomini, privandole di qualsiasi dignità umana."

Sul punto successivo però ho una forte critica: "Non solo, la stragrande maggioranza dei casi in cui le donne cadono in questa trappola, si tratta di donne con bassa istruzione, magari senza una famiglia solida alle spalle, prive di alternative e/o molto giovani e quindi senza esperienza e facilmente influenzabili." → perché ipergeneralizzare proprio questa narrazione e non una più scomoda? Perché non dire ad esempio che siano le donne in cerca di una scorciatoia quelle che scelgono questa via? Perché banalizzare la complessità scegliendo di guardare le donne solo sotto il profilo che ci fa più comodo in quel momento?


Insomma, OF è un tritacarne per donne vulnerabili, al servizio di uomini privi di moralità, che vogliono sfruttare le donne o per il proprio tornaconto economico, o per soddisfare le proprie perversioni.

Note

  1. Il termine "agenzia" si riferisce al concetto di "agency" in inglese. Si riferisce alla capacità di prendere decisioni e di esercitare il proprio libero arbitrio. Quindi, la frase sottolinea l'importanza di riconoscere che le donne, come tutti gli individui, hanno il diritto e la capacità di prendere decisioni per la propria vita e di determinare il proprio destino.
  2. Altri esempi, considerando il contesto di OnlyFans, una piattaforma di contenuti digitali dove creatori e consumatori interagiscono, e dove gli aspetti di costo, prezzo e profitto sono centrali, ordinerei i termini nel seguente modo: Margine operativo: Mostra quanto di ogni euro di vendite resta dopo aver pagato le spese variabili. Costo variabile: Costi che variano in funzione del volume di contenuti venduti/prodotti. Costo fisso: Costi che non variano con il volume di contenuti, come potrebbero essere i costi di gestione della piattaforma. Margine di contribuzione: Rappresenta quanto di ogni euro di vendite resta dopo aver pagato sia costi variabili sia fissi. Punto di pareggio (break-even point): Indica quando un creator o la piattaforma stessa raggiunge una situazione in cui le entrate eguagliano i costi. Margine lordo: Mostra il profitto generato dalle vendite dopo aver dedotto solo i costi diretti associati a quelle vendite. Leva operativa: Misura quanto i costi fissi influenzano la redditività di una piattaforma come OnlyFans. Costo medio: Costo medio per produrre un pezzo di contenuto o per servire un cliente. Economie di gamma: Risparmi che derivano dall'offerta di una varietà di servizi, piuttosto che specializzarsi in uno solo. Costi diretti e indiretti: I costi direttamente associati alla creazione del contenuto rispetto ai costi generali di gestione della piattaforma. Margine di profitto netto: Mostra quanto profitto resta da ogni euro di vendita dopo aver dedotto tutte le spese. Ammortamento: Riguarda la riduzione del valore degli asset nel tempo, come potrebbero essere gli investimenti tecnologici per la piattaforma. Costo opportunità: Il valore delle opportunità perse quando si sceglie una strategia o un investimento rispetto a un altro. Rendita: Profitto ottenuto da una risorsa, come un pezzo di contenuto che continua a generare entrate nel tempo. Costo totale: La somma di tutti i costi, sia fissi che variabili, associati alla gestione della piattaforma e alla creazione di contenuti.